Come usare Chat GPT e l'AI ūü§Ė per la SEO ed il Content Marketing ūüďĚ

Se pensiamo all'AI il primo grande vantaggio per il business e per la societ√† √® l'automazione delle attivit√†, libera le persone dai lavori di routine per farle concentrare, in teoria, su quelli pi√Ļ creativi.

L'avvento dell'intelligenza artificiale generativa sta modificando questo percepito: l'AI ci sostituirà anche nei lavori creativi?

Di fatto oggi con i nuovi algoritmi siamo in grado di creare contenuti, immagini, musica e video.

Con l'avvento di Chat GPT in tutto il mondo sembra che si sia trovato il Santo Graal del content marketing: possiamo creare velocemente e pubblicare online tanti contenuti.

Non nego che da appassionato di Content Strategy gioco molto con l'AI generativa per capire come collocarla nel processo creativo.

La prima domanda che nasce spontanea è:

se produciamo i nostri contenuti online con Chat GPT (o con tool analoghi) come verranno trattati dai motori di ricerca?

Questa è una domanda fondamentale per il Content Marketing.

Google riesce a riconoscere i contenuti prodotti dall'AI?

E' difficile rispondere a questa domanda, da un lato l'azienda di Mountain View è molto avanti nel campo dell'intelligenza artificiale e nell'analisi dei contenuti, del resto è proprio il suo mestiere, dall'altro basta qualche modifica e ulteriore passaggio ai testi che diventi quasi impossibile riconoscerne la natura.

Personalmente non sfiderei Google pubblicando una grande quantità di contenuti così come ce li sforna Chat GPT.

In giro ci sono diversi tool, anche professionali, di detect del contenuto che dovrebbero dirci se lo stesso è stato realizzato con l'intelligenza artificiale.

I test che ho fatto hanno dato risultati di bassa qualità, addirittura famose opere letterarie sono state considerate come prodotte dall'AI!

Il tema della provenienza creativa del contenuto però è un tema fondamentale, è come per il cibo che compriamo occorre sapere quali sono gli ingredienti e la loro provenienza.

Una soluzione arriva dalla stessa OpenAI che potrebbe inserire un watermarking crittografico per identificare i contenuti prodotti con Chat GPT e tutte le loro API.

In ottica di trasparenza lo stesso produttore di contenuti potrebbe indicare se ha usato uno strumento di AI.

Ma cosa dice Google?

Sappiamo che il famoso motore di ricerca di norma fornisce delle linee guida proprio per aiutare i content creator.

Google

Ecco cosa dice:

"Quando si tratta di contenuti generati automaticamente, la nostra guida √® stata coerente per anni. L'utilizzo dell'automazione, inclusa l'intelligenza artificiale, per generare contenuti con lo scopo principale di manipolare il posizionamento nei risultati di ricerca costituisce una violazione delle nostre norme antispam‚ÄĚ.

Quindi Google ci dice che se usiamo l'AI per manipolare il posizionamento verremo trattati come spammer ed i nostri contenuti non vedranno mai la luce sui risultati del motore.

Manipolare significa per Google creare nuovi contenuti in modo automatico senza alcun valore aggiunto solo per presidiare delle tematiche ed uscire nei risultati.

Ma attenzione Google dice anche che:

‚ÄúL'uso appropriato dell'intelligenza artificiale o dell'automazione non √® contrario alle nostre linee guida. Solo se non viene utilizzato per generare contenuti principalmente per manipolare le classifiche di ricerca, il che √® contrario alle nostre norme antispam.‚ÄĚ

In sintesi significa che se vuoi utilizzare Chat GPT e l'AI per creare in modo economico, veloce e semplice dei contenuti da buttare in rete allora Google non ti amerà e sarai considerato uno spammer.

Ma significa anche che va bene utilizzare l'AI e Google è felice se ti serve per farti aiutare a costruire contenuti di valore, utili ed originali (secondo le linee guida di Google).

Perchè sappiamo che il motore di ricerca, per la sua natura di broker, è avido di materiale di valore, in quanto il suo successo dipende proprio dalla capacità di individuarlo e presentarlo ai sui utenti.

Detto questo quale potrebbe essere un modo intelligente per usare i tool come Chat GPT per il content marketing ed il SEO?

Un possibile approccio è il seguente:

  • Analizziamo i bisogni che vogliamo soddisfare con il nostro contenuto, individuiamo quali sono le domande, i temi utili e le ricerche pi√Ļ frequenti della nostra audience. Per farlo possiamo utilizzare diversi strumenti a partire da Google Trends (guida all'utilizzo) ed altri tool come Semrush e Ubersuggest (guida all'utilizzo).
  • L'output dell'analisi precedente √® dato da una serie di domande, parole e concetti, per esempio nel mondo del marketing potrebbe essere: cos'√® il marketing, come si fa un piano di marketing, quali strumenti utilizzare, quali competenze sono richieste, cos'√® il marketing mix, ecc....
  • A questo punto possiamo creare un prompt per Chat GPT in cui indicare: "Scrivimi la struttura di un articolo con titolo e sottotitoli che rispondono o contengono le seguenti domande o parole chiave: [qui mettiamo la nostra lista].

In questo sfruttiamo la forza dei modelli linguistici che è la capacità di organizzare e catalogare lo scibile.

Una volta che abbiamo la struttura procediamo allo sviluppo dei contenuti delle singole sezioni, se non sappiamo come ordinare i contenuti ci possiamo di nuovo far aiutare da Chat GPT ma solo per avere delle idee sulla struttura, non consiglio il copia e incolla.


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