Ogni nuovo strumento cambia le regole del gioco. La cosa più evidente è la velocità: facciamo prima qualcosa che già sapevamo fare. Ma quella più importante, a mio avviso, è il cambio di prospettive e di obiettivi.

Quando cambia ciò che possiamo fare, cambia anche ciò che possiamo immaginare. Una leva ci permette di sollevare un peso che con le sole braccia non riusciremmo a spostare. La scrittura ci consente di conservare e trasmettere conoscenze oltre i limiti della memoria e della nostra vita. Costruendo strumenti, l'uomo ha trovato il modo di ampliare le proprie capacità fisiche e intellettuali.

Steve Jobs spiegava questa relazione con una storia. Raccontava di uno studio pubblicato su Scientific American che confrontava l'efficienza energetica del movimento di diverse specie animali. Nel suo racconto vinceva il condor, mentre l'uomo a piedi era lontano dalla vetta. Poi qualcuno pensò di inserire nel confronto un uomo in bicicletta. E il risultato si ribaltò (vedi grafio dettagli in basso nell'articolo).

Da qui la sua definizione del computer:

Una bicicletta per la mente

Steve Jobs, sul computer
Un cervello pedala su una bicicletta: la mente umana amplificata da uno strumento
La «bicicletta per la mente» di Steve Jobs

La forza di quell'immagine è nell'unione tra la persona e lo strumento. La bicicletta sfrutta meglio l'energia di chi pedala; il computer amplifica la capacità di elaborare informazioni. E con quelle capacità diventano accessibili attività prima fuori dalla nostra portata: dalla pubblicazione di un giornale alla creazione di un film, fino al lavorare insieme a persone dall'altra parte del mondo.

Pagina pubblicitaria Apple con Steve Jobs e la metafora del personal computer come bicicletta
Pagina pubblicitaria Apple Computer con le parole di Steve Jobs. 

Per curiosità sono andato a recuperare Bicycle Technology di S. S. Wilson, pubblicato su Scientific American nel marzo 1973. Nel grafico il condor non compare: tra gli animali raffigurati il più efficiente è il salmone. Il confronto misura l’energia consumata in rapporto al peso e alla distanza percorsa; l’uomo in bicicletta fa meglio anche del salmone. Il motivo della confusione di Jobs resta incerto, ma il senso della sua metafora non cambia.

Grafico del costo energetico per massa e distanza: il salmone è l’animale più efficiente tra quelli mostrati, l’uomo in bicicletta è più in basso
S. S. Wilson, Bicycle Technology, Scientific American, marzo 1973

Come definirebbe oggi l'AI il buon Steve?

Con l'intelligenza artificiale questo percorso continua. Pensiamo a un'idea lasciata nel cassetto perché realizzarla richiedeva competenze, tempo o risorse che non avevamo. L'AI può aiutarci a esplorarla, costruirne una prima versione e metterla alla prova. Un progetto che avevamo escluso può così entrare tra le cose su cui decidiamo di investire.

È qui che, a mio avviso, si gioca la parte più interessante del rapporto con la tecnologia: nella possibilità di rimettere in discussione i limiti con cui abbiamo definito i nostri obiettivi. Per coglierla dobbiamo essere disposti a sperimentare, anche fuori dalle attività che conosciamo già.

A volte basta lo strumento giusto per cambiare passo ed arrivare dove non pensavamo di arrivare, come ci dimostra la tartarughina nel video che segue😉

Dalla notte dei tempi l'essere umano si affida agli strumenti. Con lo stesso strumento c'è chi si è fatto male e chi ha fatto evolvere la società. Come sempre, siamo noi gli artefici del nostro futuro 🤗


Condividi l’articolo LinkedIn ↗