È quasi mezzanotte in un supermercato del Michigan, negli Stati Uniti.

Walter E. Zerod lavora per Red Baron Pizza e sta sistemando delle pizze surgelate in un banco frigorifero.

Un ragazzo gli si avvicina e gli chiede che ore sono. Walter interrompe quello che sta facendo, prende il telefono e guarda l'orario.

A quel punto il ragazzo avvicina il proprio smartphone al suo e fa partire il suono di una transazione Apple Pay.

Poi gli dice, ridendo, che gli ha appena rubato 10 dollari.

È uno scherzo organizzato per realizzare un video da pubblicare sui social.

Video dell’evento

Walter, però, non lo trova affatto divertente e, alla successiva provocazione, perde la pazienza e gli riversa addosso tutta la fatica di una vita di sacrifici.

Racconta di essere esausto, di lavorare tutto il giorno e di non avere nemmeno il tempo di vedere i propri figli.

“Non è uno scherzo per me! La mia vita è già abbastanza difficile!”

“I miei bambini sono andati a dormire senza di me. Dovevo essere a casa un'ora fa e sono ancora qui a lavorare!”

“Domani devo alzarmi alle cinque del mattino e fare altri dieci negozi. Quindi per me questo non è uno scherzo!”

“Tu probabilmente ci stai guadagnando! Io non riesco nemmeno a pagare il mutuo! E ho quattro figli a casa!”

Per il creator è intrattenimento. Per Walter è l'ennesima difficoltà di una giornata già pesantissima.

Il video del creator viene pubblicato online e diventa virale.

Ma succede qualcosa di inaspettato. E, fortunatamente, di bello.

Gli utenti non ridono di Walter. Si indignano per il comportamento del creator e iniziano a condividere il filmato per difendere il lavoratore.

Uno sconosciuto, Luke Oakenshield, decide di aprire una raccolta fondi per aiutarlo. Nel giro di pochi giorni arrivano oltre 22.000 donazioni, per un totale superiore ai 780.000 dollari.

Anche Red Baron interviene pubblicamente per sostenere il proprio dipendente.

Il 5 novembre Walter chiede di sospendere le donazioni, ringrazia pubblicamente tutti per la generosità e invita chi desidera continuare a donare a sostenere altre famiglie in difficoltà o associazioni benefiche.

Personalmente, questa storia mi ha commosso molto e ha suscitato in me due sentimenti opposti.

Da un lato, l'amarezza nel vedere quanto sia diventato sottile il confine tra intrattenimento e sfruttamento della vita delle persone.

Persone trasformate in contenuti senza conoscere la loro storia. Senza sapere cosa stiano attraversando. Senza preoccuparsi delle conseguenze.

Dall'altro lato, però, questa storia mi ha restituito un po' di speranza nell'umanità.

L'empatia e la mobilitazione di migliaia di persone hanno trasformato un episodio umiliante, l'ennesimo peso sulle spalle di un lavoratore già provato, in una straordinaria ondata di solidarietà.

Un gesto collettivo che ha cambiato concretamente la vita di Walter e della sua famiglia. E che, probabilmente, non dimenticherà mai.

Spero che questa vicenda serva da monito a chi crea contenuti per i social.

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