Come studiare 👩‍🎓 e imparare: tecniche 💻 e metodi ✍️ per apprendere meglio e più velocemente

Chi domina l'arte dell'apprendere domina il mondo!

E’ sempre stato vero ma oggi più che mai. Oggi non c'è campo in cui non ci sia necessità dell'apprendimento continuo, siamo nell'era della Lifelong Learning Society ed inoltre non basta più conoscere solo un ambito ma bisogna combinarli con altri con modelli di competenza a T, n, m.

Perciò è importante capire bene come funziona il processo di apprendimento e come hackerarlo :-)

Parlando con un’amica insegnante mi raccontava che un suo studente le ha detto:

“Prof, la scuola è un’istituzione sopravvalutata!”

Mi ricordava una frase di Mark Twain:

“Non ho mai permesso che i miei studi interferissero con la mia istruzione.”

Per un periodo ho pensato la stessa cosa, ho pensato che tornando indietro non avrei scelto di fare l’università (lo studio "formale"), avrei potuto investire il mio tempo in autoformazione e mi avrebbe preparato meglio al mondo del lavoro.

Con un ciccinino di maturità in più ho rivisto questo mio pensiero, perchè?

L’altro giorno mia figlia stava guardando il primo Karate Kid (1984), quello famoso per metti la cera, togli la cera.

Ecco lo studio “formale” me lo immagino come l’esercizio della cera che il maestro Mr Miyagi faceva fare a Daniel LaRusso.

karate kid e scuola

Quando studi a scuola ti sembra di fare qualcosa di lontano dal nostro obiettivo ma poi un giorno ti rendi conto che hai allenato i movimenti fondamentali per raggiungerlo.

Quando dobbiamo affrontare un nuovo progetto o studiare un nuovo argomento ecco che esce fuori il training fatto e ti muovi con molta naturalezza.

Quando si preparono gli esami o un'interrogazione bisogna allenare la capacità di organizzarsi e di trovare la propria metodologia di apprendimento.

Dall’altro il digitale è parte integrante della nostra vita e va sfruttato al massimo per rafforzare ed integrare la formazione “formale”.

Come sempre il segreto è l'integrazione e non la contrapposizione.

Ma come facciamo ad imparare?

Ci sono tecniche che possono aiutarci?

Nel tempo ho raccolto diversi metodi e stili di apprendimento che riporto di seguito che spero possano essere utili ad altri come lo sono stati per me.

Per imparare fissati degli obiettivi

Per migliorare la nostra conoscenza è fondamentale fissarsi degli obiettivi! Sarà banale ma a volte ce ne dimentichiamo.

Vogliamo imparare una nuova lingua? Bene, definiamo l'obiettivo che tra 6 mesi riusciremo a vedere un film in lingua originale e parlare con una persona madrelingua.

Per ogni processo di apprendimento fissa un obiettivo.

Ricordo che negli novanta mi appassionai al mondo Internet e per capire come funzionava mi procurai uno dei pochi libri completi in circolazione. Per essere certo che non mi limitassi alla semplice lettura mi fissai come obiettivo il superamento di un esame fittizio (modello università).

L'esame ci sarebbe stato da li a 3 mesi e dovevo coprire tutto il programma del libro.

Quando ci fissiamo un obiettivo il cervello funziona meglio, è più focalizzato ed efficiente.

scrivere obiettivo apprendimento

Non dimentichiamoci di scrivere l'obiettivo e fissare anche la data 😉

Passare un esame è un obiettivo se oggettivamente si impara qualcosa.

In merito il famoso fisico Richard Feymann era molto critico sul sistema scolastico e scrisse:

"Non vedevo a cosa servisse un sistema di autoriproduzione nel quale si superano esami per insegnare ad altri a superare esami, senza che nessuno impari mai niente."

Ci sono anche qui delle tecniche per superare gli esami universitari ma per il nostro futuro possono essere controproducenti.

In casi eccezionali (materie che odiamo) e per integrare la preparazione possiamo anche utilizzarle.

Condivido forse la tecnica per passare gli esami più potente di tutte: assistete agli esami che dovrete fare e chiedete a tutti coloro che l'hanno fatto quali sono state le domande dei professori.

Se avete un bacino di casi sufficiente la probabilità che vi venga fatta una di quelle domande è vicina al 100%.

Chiaramente deve essere lo stesso professore ad interrogarvi.

Sperimenta, realizza un progetto ed in generale applica la conoscenza acquisita a qualcosa

Se vogliamo dare il turbo all'apprendimento allora bisogna applicare quello che si impara il prima possibile.

Se vogliamo imparare come funziona Internet creiamoci un sito, giochiamo con i social, creiamo il nostro canale youtube, ecc...

sperimentare per apprendere

Vogliamo imparare come funziona il marketing applichiamolo a noi stessi, il personal brand è proprio questo.

Per gran parte della conoscenza applicata è possibile sperimentare.

La realizzazione di un progetto può diventare esso stesso l'obiettivo visto nel punto precedente.

Diamo sempre concretezza all'obiettivo, sapere l'inglese non è concreto, ma poter vedere un film in lingua comprendendo tutto lo è.

Crea la sfida

Una tecnica molto potente che ho appreso recentemente è quella della sfida!

Funziona molto per l'apprendimento più impegnativo e/o per ambiti che si conoscono poco.

sfida

Poni l'obiettivo come una sfida. Può essere con te stesso ma è ancor più efficace se fatta con o verso un'altra persona.

Per esempio sfidi un amico che tra xx giorni lancerai un canale Youtube con i tuoi viaggi.

Oppure al lavoro ci possiamo candidare a fare un progetto impegnativo che richiede delle competenze che dobbiamo acquisire.

Dichiara l'obiettivo del tuo apprendimento

Se vuoi imparare a scrivere un libro dichiara che a dicembre pubblicherai il tuo primo libro.

Qui agisce l'effetto psicologico della "coerenza e impegno", una volta che ci siamo impegnati in qualcosa la mente cerca in tutti i modi di rimanere coerente con la propria dichiarazione.

L'effetto Gap o Teoria del divario informativo

Per aumentare l'apprendimento e la motivazione allo studio basta confrontarsi con coloro che ne sanno più di noi in modo da renderci conto dei nostri limiti e della differenza di conoscenza da colmare.

Immagina di confrontarti con dei programmatori esperti e ti rendi conto che tu non riesci a fare quello che sanno fare loro. Oppure nello sport, se vuoi migliorare, non va bene giocare con coloro che batti facilmente.

stoppata basket

Il divario percepito crea uno stress emotivo che ti spinge a migliorare. Ancor meglio se poi ti fai aiutare e consigliare dai migliori.

Non a caso una delle leggi del miglioramento personale è quella di frequentare persone migliori di noi (quale che sia l'ambito).

Individua e segui i migliori nel campo che vuoi apprendere.

Il potere delle emozioni e del significato

Il nostro cervello lavora in modo diverso quando viene attivata la parte emotiva, sia essa positiva che negativa.

Provate a ricordare episodi del lontano passato, noterete che i ricordi più vivi e lucidi sono quelli relativi a situazioni con forti emozioni: il primo bacio, il primo incidente, ecc...

Applicato all'apprendimento l'emozione è un sorta di doping 💪

Fissiamoci un obiettivo e proviamo a metterci il "carico emotivo".

Per esempio se fissiamo l'obiettivo di studiare una nuova lingua, cerchiamo il nostro WHY: poter andare a lavorare all'estero, assumere un nuovo ruolo in azienda, poter viaggiare in libertà, ecc..

Carichiamoci emotivamente ogni volta che dobbiamo studiare pensando e visualizzando quello che l'apprendimento ci consentirà di fare nel futuro.

Godiamo della nostra immagine proiettata che domina la materia e fa quello che avremmo desiderato (per esempio essere al lavoro all'estero mentre facciamo una presentazione in inglese).

emozione apprendimento

Quando abbiamo la passione per una materia questi meccanismi si attivano in modo naturale ma per dare la marcia in più conviene sempre chiarire degli obiettivi ed analizzare il "perchè".

L'emozione funziona anche nella forma negativa: studio una lingua per non fare brutta figura nel prossimo viaggio o nel meeting di lavoro.

La paura, il dolore emotivo possono essere sfruttati per apprendere meglio.

Nel nostro cervello l’amigdala gestisce gli eventi molto piacevoli o dolorosi e si occupa di memorizzarli in modo profondo in modo da mantenerne il ricordo.

Quando attiviamo l'emozione la nostra concentrazione è ai massimi livelli e si può facilmente raggiungere quello che gli inglesi chiamano lo stato di "flow" (stato di grazia)!

Le persone emotive sono avvantaggiate in quanto a loro basta poco per "caricarsi" (a volte anche per bloccarsi). Non mi meraviglierei di vedere tra i migliori studenti propri i più emotivi!

Sì come il mangiare sanza voglia fia dannosa alla salute, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria e non ritien cosa ch’ella pigli. (Leonardo da Vinci)

Il reticolo di Charlie Munger

In un famoso discorso degli anni '90, Charlie Munger ha spiegato il suo approccio all'apprendimento e alla gestione della conoscenza dicendo:

"Beh, la prima regola è che non puoi davvero sapere nulla se ti limiti a ricordare fatti isolati e provi a sbatterli dentro. Se i fatti non stanno insieme su un reticolo di teoria, non li hai in una forma utilizzabile. Devi avere dei modelli in testa. E devi organizzare la tua esperienza sia indirettamente che diretta su questo reticolo di modelli. Potresti aver notato studenti che cercano solo di ricordare e ribattere ciò che viene ricordato. Beh, falliscono a scuola e nella vita. Devi appendere l'esperienza a un reticolo di modelli nella tua testa.

Charlie Munger nato il primo gennaio 1924 è una supermente che spazia dalla finanza, fisica, matematica (che aveva studiato prima di arruolarsi con l'esercito US), biologia, storia e filosofia, è il vicepresidente e azionista della famosa holding Berkshire Hathaway (tra le più grandi al mondo) e braccio destro di un'altra mente fantastica: Warren Buffett.

Durante la seconda guerra mondiale fece il meteorologo per l'esercito e successivamente si laureò con il massimo dei voti alla Harvard Law School.

Il libro "The TAO of Charlie Munger" è un famoso libro che contiene la storia di Charlie, citazioni, aneddoti e curiosità.

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"Chi continua ad imparare, continuerà a crescere". - Charlie Munger

La voglia di apprendere è sicuramente uno dei segreti della longevità di Munger.

Di fatto si tratta di avere delle mappe concettuali con cui associare tra di loro i vari concetti in modo che reggano tra di loro e ci sia sinergia.

Ogni volta che studiamo qualcosa di nuovo cerchiamo la sua giusta posizione nella nostra mappa mentale.

Se vogliamo aumentare il ricordo e/o lavorare sulla creatività possiamo invece usare le mappe mentali.

Una buona tecnica è partire prima dalla mappa concettuale per avere uno schema degli argomenti e contenuti di una materia e poi trasformarlo in una mappa mentale dove vengono inseriti elementi grafici ed emozionali per migliorare il ricordo.

La tecnica di Feynman

Il premio Nobel della fisica Richard Feynman oltre a diventare famoso per le sue scoperte sull'elettrodinamica quantistica e per la sua mente brillante è stato anche un eccellente insegnante e divulgatore in grado di spiegare in modo semplice concetti molto complessi.

Per queste sue doti era soprannominato "The Explainer".

Richard Feynman

Le sue capacità didattiche si sono tradotte in diversi insegnamenti sul modo di apprendere.

La tecnica più famosa prevede 4 passaggi.

  1. Individua un concetto, un argomento, una materia che vuoi apprendere
  2. Spiegalo ad un bambino
  3. Rivedi ed affina la comprensione alla luce delle difficoltà incontrare nel punto 2
  4. Organizza e consolida i tuoi appunti ed rivedili regolarmente

Nel primo punto prendiamo appunti, raccogliamo il materiale e lo studiamo.

Il secondo punto è il cuore della tecnica di Feynman, la prova del nove per capire se hai appreso il senso delle cose:

riesci a spiegarlo in modo comprensibile ad un bambino?

Oppure in alternativa ad una persona completamente digiuna dell'argomento, per esempio ad un genitore, un nonno, ecc...

Nell'illustrare i concetti ad un bambino occorre aiutarsi con la componente visiva (disegni, schizzi, immagini) e non usare il gergo ma parole semplici. L'obiettivo è essere semplici ma rigorosi.

Dopo la fase 2 analizziamo dove abbiamo incontrato delle difficoltà nello spiegare, di norma questi sono anche gli argomenti che avremo capito meno.

Si torna a studiare per cogliere meglio l'essenza dei concetti e rispiegarli in modo semplice.

Infine dopo i vari cicli di perfezionamento consolidiamo quanto appreso riorganizzando gli appunti.

Per Feynman il segreto risiedeva nel comprendere la vera essenza di un concetto piuttosto che nel conoscerne semplicemente il gergo e la nomenclatura.

“Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene” (Albert Einstein)

Nel video che segue Bill Gates spiega perchè considera Feynman il mio insegnante che abbia mai avuto. Nel video ci sono dei piccoli spezzoni del fisico mentre spiega Keplero o come si scatena il fuoco.

Empatia ed immaginazione

Una tecnica utilizzata da molti grandi scienziati per comprendere i fenomeni complessi è l'empatia.

Due grandi utilizzatori di questa tecnica sono stati proprio Feynman e Einstein.

In questo caso l'empatia non è intesa come la capacità di mettersi nei panni degli altri ma bensì, usando l'immaginazione, ci si deve mettere nei panni dei fenomeni che vogliamo comprendere.

Feynman si immedesimava negli atomi, nelle molecole ed in tutti i suoi modelli teorici.

Richard Feynman nell'atomo

Famosa l'aneddoto in cui Einstein si immaginava di cavalcare un raggio di luce.

Prendi appunti con carta e penna e posa il computer

Oggi se entriamo in molte aule universitarie tutti gli studenti assistono alle lezioni e prendono appunti con il loro portatile.

La domanda che nasce spontanea è l'uso del PC durante le lezioni aiuta l'apprendimento?

appunti su carta

Finora le ricerche sull'uso del portatile a lezione aveva mostrato una minore efficacia per effetto del multitasking e della perdita di concentrazione degli studenti a causa della distrazione (per esempio andavano a vedere il contenuto di una notifica sui social).

Per rispondere a questa domanda sono state fatte diverse ricerche in diverse università, le più citate sono quelle di Princeton e dell'Università della California.

Il protocollo degli esperimenti prevedeva l'assegnazione in modo randomico agli studenti di alcuni portatili per prendere appunti durante le lezioni e poi ex-post hanno misurato il livello di comprensione con un test standard.

Gli studenti erano tutti nativi digitali ed abituati ad usare il portatile e non potevano accedere ad altri applicativi in grado di distrarli.

Il risultato di tutte le ricerche in diverse facoltà ha fornito la stessa risposta:

la comprensione della lezione è stata superiore in coloro che avevano usato carta e penna invece del portatile!

Coloro che avevano preso appunti con il computer registravano mediamente un punteggio inferiore nel test.

Andando nello specifico è emerso che quest'ultimi studenti hanno ottenuto risultati peggiori su domande concettuali rispetto agli studenti che hanno preso appunti a mano.

Chi prendeva appunti con il laptop trascriveva le lezioni alla lettera piuttosto che elaborare le informazioni e riformularle con parole proprie.

I ricercatori hanno dedotto che, poiché gli studenti possono digitare più velocemente di quanto possano scrivere, accade che quanto detto dal docente passa direttamente dalle orecchie al portatile attraverso le dita senza fermarsi nel cervello per un'elaborazione e pre-digestione.

Al contrario gli studenti che scrivono a mano devono elaborare, riformulare e condensare quanto detto dai professori per tenere il passo della lezione.

Quindi possiamo sintetizzare che prendere appunti con carta e penna è fondamentale per l'apprendimento per due motivi principali:

  1. l'archiviazione fisica di quanto si sta apprendendo
  2. la codifica cognitiva di quel contenuto

Dove aver preso gli appunti su carta possiamo, in un secondo tempo, riportare anche sul nostro computer quanto scritto, eventualmente applicando un ulteriore livello di codifica cognitiva.

Gli studi hanno quindi appurato che per la fase di archiviazione l'uso del portatile è più efficace ma al contrario incide negativamente sul processo di codifica.

Lo stesso fenomeno si ha anche al lavoro, nei meeting conviene portarsi sia il portatile che un quaderno per gli appunti dove prendere nota o scrivere proprie riflessioni (con il vantaggio anche della facilità di rappresentazione che ci dà la penna su un foglio bianco in grado di aumentare la nostra creatività).

Il side-effect negativo è l'uso della carta ma se siamo bravi possiamo attingere all'ampio bacino di carta da reciclare che si trova in ufficio ed in qualsiasi casa.

Chiaramente dipende poi dalle casistiche, se stiamo studiando un linguaggio di programmazione o qualsiasi materia che richieda l'elaborazione al computer è abbastanza scontato che non possiamo fare a meno del portatile.


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